Don Torquato - Parrocchia Santa Maria Regina 1

Parrocchia Santa Maria Regina a Matassino


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Don Torquato

La Storia

Don Torquato Nocentini
                                           
                           

La sua idea è nata per un problema di esodo,  il popolo di Viesca si trasferiva a Matassino.

Nacque così una frase che rese storico il suo operato" Vado dove va il Popolo"

Inizia cosi la storia di Don Torquato Nocentini, un preposto tutto dunpezzo, che pur di seguire la sua gente il suo popolo, ha rivoluzionato il suo modo di esistere, portando con se tutta la grande fede che poneva in Dio Nostro.
Il 28 Maggio del 1970 il sogno di Don Torquato Nocentini si avverava, il popolo di Matassino aveva la sua nuovissima parrocchia, ringraziando innumerevoli personaggi che di volta in volta hanno aiutato don Torquato, Il sig. Ezio Del Tomba proprietario di un grande magazzino diede il ferro per la costruzione gratis naturalmente, la ditta Tamburini specializzata in escavazioni, regalò la sabbia necessaria.
La popolazione di Matassino oltre a prestare giornate di mano d'opera gratuita, contribuì per una somma di denaro di tredici milioni.
La ditta Jacopozzi ebbe una cifra complessiva  molto al di sotto  di quella stabilita.
Tanto è vero che, che ultimati i lavori al nipote Francesco Jacopozzi, non poté neppure corrispondere le spese vive sostenute, il priore sentendosi in forte debito, promise che gli avrebbe intestato un appezzamento di terreno confinante  alla parrocchia per sdebitarsi, in parte della somma non versatagli.
Cosa che per cause varie, non si é mai realizzata.
La signorina Nené Vagnoli sopportò le spese per la costruzione di una cappellina.
Il costo complessivo dell'intera opera si aggirò su cinquanta milioni.
In quel di' di maggio il Vescovo Bagnoli consacrò con solenne cerimonia, alla presenza di tutta la popolazione del Matassino e un nutrito gruppo di autorità civili e militari, la chiesa  e l'altare Don Torquato così descrisse quella circostanza per lui indimenticabile: << si terminò la serata bellissima con illuminazione, suono delle quattro campane del nuovo campanile e fuochi d'artificio.
Una giornata memorabile che lasciò a tutti un gran bel ricordo>>
<<Mancava - LA CANONICA - l'abitazione del parroco che provvisoriamente aveva affittato casa per alloggio a Matassino >>
Purtroppo le finanze di Don Torquato erano all'estremo i parrocchiani e numerosi amici avevano dato fondo a tutte le risorse possibili, in oltre mancavano al saldo ancora delle rimanenze da pagare, egli forse pensava di rinunciare a l'ultimo dei suoi sogni che già di per se avevano di straordinario.
Il desiderio di completare l'opera ,le necessità sociali di circondarsi dei servizi indispensabili all'esercizio del suo ministero sacerdotale, non la canonica, l'aspirazione, tutta personale, di concedersi  un sicuro rifugio almeno ora che gli anni avanzavano e la salute s'indeboliva, erano ragioni sufficienti per attivare la sua già fervida fantasia.
Dopo lungo riflettere, Don Torquato, anche questa volta, individuò la soluzione del problema.
Egli era a conoscenza che la Madre Generale  delle suore del Sacro Costato, che operavano nella parrocchia del Matassino sin dal 1960, intendeva costruire un alloggio per le suore con annessa la cappella e una scuola materna,sia per rendere l'uno  e l'altra indipendenti dalla parrocchia, sia perché la scuola materna si dimostrava sempre meno rispondente alle esigenze didattiche di una istituzione educativa modernamente intesa.
D'altra parte,  il continuo aumento della popolazione scolastica aveva creato anche problemi di spazio:  era già nata la necessità della istituzione di una seconda sezione di scuola materna.
Don Torquato propone alla Madre Generale, che accetta, l'acquisto del fabbricato di recente   costruzione con annesso resede sul fronte della via comunale, rappresentato al N.C.T. di Reggello il fabbricato adibito a cappella, un appezzamento di terreno su parte del quale esiste un corpo di       

            fabbrica in corso di ultimazione "il tutto per la somma di L. 25 milioni ivi compresa l'indennità per diritto di passo sul terreno residuo di proprietà della Chiesa.
                             L'avvenimento così raccontato dallo stesso Don Torquato: Si Provvide così.

La Madre Generale delle suore, invece che costruire come aveva progettato, un asilo ex novo domandò al Vescovo tramite il parroco di acquistare tutti i locali e la cappella non più servibile che abitavano le suore con l'asilo e le scuole.
Il Vescovo acconsentì.
Furono stimati il prezzo dei locali che dovevano passare alle suore e dal ricavato furono prelevati L.10.000.000 milioni, rimasti da pagare per la costruzione della chiesa e col rimanente, circa venticinque milioni, fu fabbricata la canonica, iniziata nel 1974 e inaugurata nel 1975.
Dal documento ufficiale scritto di proprio pugno da Don Torquato, che i locali sottostanti alla canonica sarebbero stati adibiti a uso ricreativo e provvide anche alla sistemazione del campo sportivo per i ragazzi.
Intanto il sindaco di Reggello con un'ordinanza dal settembre del 1980, la Chiesa di San Pietro a Viesca veniva chiusa al culto.
Infatti il trasferimento del parroco a Matassino prima, la conseguente scarsa utilizzazione del luogo Sacro ai servizi religiosi poi il venir meno della manutenzione infine, determinarono il deperimento del fabbricato.
Cosi dopo quarantadue anni dalla sua restaurazione  la Chiesa di Viesca, già parrocchia, dovette chiudere i battenti.
Nel riferire la notizia nei documenti citati il buon Don Torquato rivela tutta la sua amarezza, perché un pezzo della sua vita che va via in frantumi.
Da quel giorno inizio una nuova avventura in quel di Matassino con la nuova parrocchia e tutto quanto il resto, ma questa e un'altra storia.

I citati riferimenti sono stati presi e redati in questa pagina dal Libro di Don Torquato Nocentini Liber Cronicus


 
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